Recensione Samsung SGH P400
L'ultimo arrivato dell'estesa gamma di cellulari della Casa
coreana è il P400, che, pur mantenendo molte delle
caratteristiche che hanno fatto la fortuna dei suoi predecessori,
come le suonerie polifoniche a 40 toni, la colorazione silver, ed
il design a conchiglia con flip attivo, si distingue per il display
rotante, una soluzione che pare presa in prestito dai palmari
Sony Clié per comparire per la prima volta su un telefonino.
E sempre a proposito di display, segnaliamo che questo, oltre
ad avere 65.000 colori ed una risoluzione di 128x160 pixel,
adotta la tecnologia TFD, che offre la stessa qualità della TFT
in termini di luminosità (anche sotto la luce del sole) pur
diminuendo decisamente i consumi; inoltre riesce a visualizzare
in formato ridotto fino a 6 foto contemporaneamente, fungendo
da mirino ottimale (perché orientabile a piacimento,
eventualmente anche per riprendere se stessi) per la
fotocamera integrata.
Questa è l'altra caratteristica saliente del P400, che segue la
scia del fortunatissimo fratello maggiore V200 grazie alla
tecnologia CCD, alla risoluzione QCIF (352x288 pixel), alla
regolazione della luminosità ed allo zoom digitale 2X.
Nella memoria interna possono essere registrate fino a 100 foto
da 1,9 MB, 500 numeri multicampo per la rubrica telefonica e
50 SMS.
Parlando di SMS il nuovo Samsung dispone di: SMS predefiniti
e concatenati, EMS, compatibilità con la tecnologia Nokia
Smart Messsaging per lo scambio di loghi operatore e disegni,
MMS (immancabili dove c'è una fotocamera integrata!) e
scrittura facilitata dei testi Tegic T9.
Ma non dimentichiamo anche tutte le altre caratteristiche
hardware e software che arricchiscono questo cellulare:
tecnologia GSM tri-band 900-1800-1900 MHz, GPRS 4+1 slot,
peso contenuto in 105 grammi, batteria al litio da 720 mAh,
vibracall, suonerie personalizzabili, LED di stato con 7
combinazioni di colore, SIM Toolkit per il supporto dei servizi
dell'operatore, 3 giochi, Java2ME, browser WAP 1.2.1,
agenda, orologio, sveglia, porta a raggi infrarossi e possibilità di
collegamento al PC con cavo seriale.
Da questo rapido excursus è quindi facile capire come il
Samsung P400 sia un prodotto di classe, votato alla
multimedialità ma affidabile in termini di autonomia e ricezione, e
facile da usare grazie alla struttura di menù a due livelli (uno per
scorrere fra le voci principali, l'altro per accedere ai singoli sotto-
menù), tutte cose che lo rendono ideale per chi cerca un
prodotto con cui distinguersi veramente, specie grazie al
rivoluzionario display, principalmente nel tempo libero ma
volendo anche sul lavoro.
Certo, ci sono anche dei piccoli nei, la cui importanza però si
ridimensiona considerando appunto il target di utenza del
P400, persone per le quali non è importante avere a
disposizione tutte le ultime tecnologie in generale, ma solo
quelle che garantiscono una piena esperienza, come
dire, "sensoriale", offerta dalle suonerie spettacolari (alcune
anche a tempo con la vibrazione), dallo schermo di cui tanto
abbiamo detto, e dalla fotocamera che consente in ogni istante
di fissare un'immagine piacevole per tenerne il ricordo. E quindi,
tornando ai difetti, notiamo che non c'è il Bluetooth, il browser
WAP non è nell'ultima versione 2.0, non si possono inviare e-
mail con un apposito client POP, non ci sono i comandi vocali,
e infine la risoluzione delle foto si ferma allo standard QCIF,
rendendole adatte all'invio via MMS.
Più che adeguato alla sua classe, infine, è il prezzo, di fascia
alta e perciò capace di rendere esclusivo questo neonato
Samsung, uno dei pochi telefoni, nella giungla di marche e
modelli a disposizione dei consumatori, che si può ancora
considerare uno status-symbol!